sabato 9 luglio 2011

Pan di Zucchero


Dopo una settimana passata facendo il primo turno al lavoro, ho optato per un sabato con partenza tardiva e quindi per un posto in cui gran parte del dislivello lo si supera... in auto.
Il Pan di Zucchero è il monte che delimita il Colle dell'Agnello (2746m) a Nord. Da qui parte appunto la nostra camminata.


La prima parte del percorso è molto semplice e si cammina su prati fino ad arrivare sotto la punta vera e propria.  Qui inizia la parte più ripida su sfasciumi che concluderà con l'arrivo in vetta.


La difficoltà maggiore in questa salita consiste nel trovare le tracce migliori soprattutto poi, nella discesa.


Punto di riferimento costante è lo scivolo roccioso della Roche Taillante.


In poco più di un'ora l'ascesa è completata. Finalmente al fresco dei 3208 metri la nostra fatica viene ripagata.


Alcune foto e poi la ripartenza per il colle... e soprattutto per Roggero, piccolo punto vendita di formaggi e yogurt a Melle!


Pic d'Asti (3219m).


Foto della compagine in punta.


Terminata la parte più ripida della discesa ne abbiamo approfittato per una breve sciata... senza sci!


domenica 3 luglio 2011

Sentiero Frassati + Punta Soubeyran


I sentieri dedicati al beato Pier Giorgio Frassati sono presenti in tutta Italia e sono nati per ricordare questo personaggio, amante della montagna e socio CAI.

Quello della Val Maira è un anello che parte dalle sorgenti del torrente omonimo (Maira) e ha come punto culminate il Passo della Cavalla a 2539 metri.

La nostra partenza è in ritardo rispetto alla tabella di marcia ottimale, e riusciamo ad incamminarci solo alle 10:00 tutta "colpa" della corsa ciclistica "Fausto Coppi". Il nostro giro segue il senso antiorario e comincia con una facile mulattiera che sale molto adagio prima completamente dritta e poi a tornanti fino ad arrivare alla Grangia Pausa.


Da qui si abbandona il sentiero S16 che conduce al Colle del Sautron e, tenendosi sulla sinistra del vallone, si prosegue sul S17. Questo tratto si snoda su verdissimi prati sui quali l'effetto del vento creava giochi simili alle onde nel mare. Da qui crediamo di scorgere il Passo della Cavalla (questa è la prima di 3 volte) e la "voglia-di-vedere-cosa-ci-sta-di-là" ci fa aumentare il ritmo.


Eccolo il finto colle! Noi ne approfittiamo comunque per goderci il panorama e scattare alcune foto...


...sul sentiero appena percorso...


...ai partecipanti...


...all'ultimo tratto percorso...


...e al complesso Castello-Provenzale.
Ripartiamo e dopo circa 10 minuti siamo ad una croce di cui non si trovano grosse informazioni su cartine e internet.



Prima del Passo della Cavalla tocchiamo quello di Fea a 2493 metri.


Mancano pochi metri all'arrivo che ci siamo prefissati, e anche al pranzo!


Sul colle si trovano i resti di un fortino, utilizzati da noi e da altre persone come riparo anti-vento durante la sosta.
Guardandoci attorno scopriamo una traccia che sale su una montagna, il monte Soubeyran a 2701 metri. La voglia di faticare è ancora presente e allora...via!



Come si vede nella foto siamo saliti da un lato e scesi dalla cresta opposta fino a ritrovare il sentiero poco prima del Lago di Apzoi. Nella discesa abbiamo dovuto lottare contro un fortissimo vento trasversale proveniente dalla Francia. Ecco il panorama di vetta....


Il Lago de la Reculaia, sotto la punta.


La Croce sommitale con l'ometto.


Brec e Aiguilles de Chambeyron.


Autovallonasso e Oronaye.


Come già detto scendiamo su cresta fino a ricongiungerci col sentiero Frassati prima del Lago di Apzoi.


Nella foto la traccia di discesa.


Il bivacco Bonelli


Sopra e sotto il lago alle pendici del Monte Oronaye 3100 metri


Il tratto di anello mancante (la discesa fino alle sorgenti del Maira) si sviluppa in una bella valletta molto simile a quelle dolomitiche per le pareti che la sovrastano e la vegetazione presente. In fondo ad essa si trova il Lago Visaisa, dal quale mancano ancora una trentina di minuti al'arrivo.


domenica 26 giugno 2011

Punta Maladécia

Dopo un periodo avaro di soddisfazioni dal punto di vista alpinistico, causa le poche gite e una rinuncia alla Punta Roma per la troppa neve ancora presente...


...ripartiamo (sempre alle 5:00) per una destinazione nuova sia per me che per Flavio: Punta Maladécia.


Questa cima domina sul Vallone di Sant'Anna e prende il nome dalla parola provenzale Maledécho = maledetto.

Iniziato l'ultimo tratto di strada verso il Colle della Lombarda si prosegue per circa un chilometro fino ad arrivare ad un tornante in cui lasciata l'auto si prosegue a piedi.
La prima parte del percorso (10 minuti) obbliga ad attraversare più volte il ruscello e a camminare in mezzo ad una folta vegetazione costituita in gran parte da Urtica dioica.
Oltre si prosegue praticamente sulla verticale che scende dall'attacco del canalino.



Questo è un tratto ricco di detriti e molto instabile quindi bisogna fare attenzione alla caduta di pietre dovute a passaggio di altre persone o animali. 
Avvicinandosi alla cima iniziano delle tracce azzurre, insolite per indicare percorsi di montagna.


Le tracce obbligano il passaggio sulla sinistra dell'imbuto che porta al canalino, su erba intervallata da tratti di sfasciumi.



Si svolta a sinistra per entrare nel canalino, l'unico tratto in cui si usano le mani (la via è considerata di difficoltà F) per superare qualche salto.


L'uscita porta sul versante meridionale a un colletto dal quale in pochi minuti si può arrivare ai 2745 m della croce di vetta!
Dislivello: 750 m - Tempo impiegato: un ora e quarantacinque minuti.


Sul libro di vetta leggiamo che siamo i secondi ad aver messo piede sulla punta nel 2011... i primi ci hanno preceduto di 1 giorno...

Ecco la vista che si ha dalla croce...


Serra dell'Argentera + Monte Matto e tutta la cresta fino al Malinvern


Monte Matto


Serra Argentera


Cresta della Maladécia + Testa Gias dei Laghi + Malinvern


Sant'Anna


Panorama verso la Francia


Rocca la Meja + Monviso


E i sottostanti Laghi Francesi.

Per il ritorno abbiamo scelto di usufruire di un nevaio per una discesa più rapida e quindi abbiamo fatto una piccola deviazione.
Cima molto selvaggia e poco frequentata che ci ha reso molto contenti!


lunedì 18 aprile 2011

Rocca Provenzale

Dopo una settimana passata a svegliarmi alle ore 5:00, anche alla domenica...


La Rocca Provenzale è la montagna più caratteristica della Val Maira e si innalza al centro del Vallone del Maurin, sopra l'abitato di Chiappera.

Questa rupe, dalla forma di lama di coltello, prende il suo nome da un prete, don Agostino Provenzale, il quale per adempiere ad un voto portò sulla sua punta una croce di legno (da qui Croce Provenzale ed in seguito Rocca Provenzale), sostituita negli anni, ma di cui si possono ancora trovare i resti.


 Ecco come appare dal punto in cui si lascia l'auto per cominciare il breve tratto di avvicinamento.
La via normale ha una difficoltà alpinistica stimata di grado F+ e si sviluppa per un dislivello di circa 750 m su ottima roccia che diventa molto scivolosa in caso di pioggia.


Percorrendo il sentiero GTA del Colle del Rui dopo un breve tratto ripido, mantenendo la sinistra, si sale seguendo i segni che conducono ad alcuni ripiani, prima, e poi ad un dosso che porta in direzione della cresta sud fino alla base della parete rocciosa.
Da qui inizia uno zig-zag, segnalato da tracce rosse, all'interno di piccole cenge fino al cosiddetto "Prato Stella".


Si prosegue, quindi, per il versante est su placche inclinate di I e II grado fino a raggiunger un piccolo ripiano. In diagonale, poi, ci si porta su un balconcino oltre il quale si supera una placca (II) fino a guadagnare nuovamente il filo della cresta sud.


Si percorre il tratto di cresta segnalato dalle tracce rosse. Da qui una nuova traccia porta, prima sulla destra, poi svolta a sinistra dopo aver superato un passo di II grado. Nuovamente in cresta si raggiunge una conca detritica. Ci rimane soltanto l'ascesa al castello sommitale, su rocce molto aeree, indicato dai libri come una facile arrampicata, senza tener conto dei precipizi a piombo sul fondo del vallone.
...e finalmente LA VETTA ai 2402 metri!





Un ringraziamento a Flavio per il materiali ed il supPORTO forniti.