sabato 20 febbraio 2016

Tète de Parassac

In un inverno povero di neve, ci tocca aspettare la metà di febbraio e oltrepassare il confine per infilare gli sci.
Siamo infatti a Maison Meane, frazione di Larche, primo paese francese oltre il Colle della Maddalena.
Partiamo sulla pista di fondo che passa sotto la borgata, una cinquantina di metri più in basso.


Poco meno di un km sul fondo battuto dal gatto e svolta a destra per entrare nel vallone di Parassac, che culmina con la cima omonima. Un'ampia radura, ci fa superare la zona di bosco, senza dover zig zagare troppo tra i tronchi.
Dopo poco salire siamo nel pieno del vallone. La giornata è stupenda.


Laggiù davanti ai nostri occhi c'è una bellissima cascata, ghiacciata oggi.


Paolino, il mio solito compagno quando si usano i legni, mi segue a qualche metro di distanza. Non avendo fretta ci perdiamo dietro alla macchina fotografica.


Adesso è lui a condurre, ai piedi della cascata. Questa zona bassa è un continuo alternarsi di salitelle e lunghi tratti in falso piano, che ci allontanano passo dopo passo dalla strada di fondovalle.


La salita a fianco della cascata è il punto con la maggiore pendenza. Finalmente, superato questo fatica, usciamo al sole.



Alle nostre spalle il tratto percorso. Spiccano a Nord, al confine con la Val Maira, la Meyna, 3067 m, la Rocca Blancia, 3193 m e il Sautron, 3166 m.



E' un continuo susseguirsi di piccole vallette, appoggiate una alla testa dell'altra.



Alla nostra sinistra (Est) l'Enciastraia, con la Rocca Tre Vescovi accanto.


Finalmente vediamo la meta, che da tempo sembrava a portata di mano, in cima ad ogni salita, ma che mai arrivava.



Un breve tratto su questa enorme cresta affacciata sul vallone di Lauzanier e poi traverso in direzione Ovest, sotto la vetta, a 2777 m.


Dietro di me l'Oronaye, la Testa di Mosè per i Francesi.



Ormai quasi in punta, mi fermo a fotografare l'affilata cresta che porta alla Tète de Fer, 2885 m, Crete de Parassac, appunto.


A Sud, spicca la Tète de Pelouse, 2922 m.


La strada del Col de la Bonette taglia l' arrotondata cuspide della cima al centro della foto sotto.




Tira un po' di vento che ci piega nella foto... E' ora di scendere.


Un momento prima di partire raggiunge la punta una comitiva di scialpinisti. Alla fine scopriamo che sono tutti albesi come noi. Incredibile!
Mentre loro si preparano per la discesa noi iniziamo a lasciare qualche traccia.




Poche curve e tanti tratti in lieve pendenza. Lo spingere più il Sole, che scalda parecchio, ci fanno spogliare degli strati più pesanti.



Ultime pennellate prima della stradina. La neve qui è vera farina!
Mi diverto come un bambino!


Poi solo più stradina e caldo, nel riportare gli sci in salita verso il parcheggio.
Dopo, momento reidratante, con birra artigianale francese, in compagnia dei nuovi amici albesi appena conosciuti.

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